MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

ROME

In memoria di Gabriella Braga

I. PRESENTAZIONE GENERALE

Il Repertorio degli Omeliari del Medioevo (R.O.M.E.) è un progetto della SISMEL e dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale (UNICLaM) dedicato ai manoscritti che trasmettono raccolte omiletiche tra IX e XII secolo, finalizzato ad esaminare il profilo delle diverse collezioni e a conoscerne le fonti.

Il Comitato scientifico di ROME è diretto da Oronzo Pecere e da Francesco Santi, esso è formato da Lidia Buono, Marianna Cerno, Franco De Vivo, Richard Gyug, Eugenia Russo, Benedetta Valtorta.

ROME è aperto alla collaborazione degli specialisti che condividano i contenuti scientifici del progetto e auspica la creazione di una rete internazionale di collaborazioni.

Storia del progetto e sua fisionomia generale

ROME non sarebbe stato possibile se non avesse avuto alle spalle molti anni di lavoro guidato da Gabriella Braga († 2009), in particolare nell'ambito di due Programmi di ricerca scientifica di interesse nazionale (PRIN) cofinanziati dal Ministero dell'Università e della Ricerca e da UNICLAM. I due progetti, dal titolo I Padri della Chiesa nei sermoni e nei commenti medievali (2005) e Testi patristici nei sermoni e nei commenti medievali (2007), nacquero in collaborazione con la SISMEL. Entrambe le ricerche si avvalsero del coordinamento di Gabriella, cui si deve l'impianto scientifico del progetto originario e alla quale siamo tutti affettivamente legati. In esse furono elaborate e sperimentate metodologie applicandole ad una notevole quantità di dati, relativi a manoscritti di area beneventana; furono a fianco del progetto Lidia Buono, Roberta Casavecchia, Marco Palma, Eugenia Russo, Nicola Tangari e molti giovani, il cui lavoro è documentato nel sito www.omiliiari.com.

Gli omeliari costituiscono delle raccolte testuali desunte da opere dei Padri della Chiesa o da autori più tardi, veri florilegi per lo più organizzati secondo il calendario liturgico; talora si profilano come testimonianze uniche dei testi traditi e in senso lato rappresentano una fonte straordinaria per delineare la storia della fortuna dei vari autori. Le diverse consuetudini liturgiche e le scelte autoriali alla base di queste raccolte forniscono un panorama privilegiato della storia e della cultura innanzitutto di ambiente ecclesiastico, offrono altresì uno spaccato del tessuto intellettuale e politico che caratterizzò l'Europa medievale nei secoli presi in esame.

I dati pubblicati

La banca dati ROME raccoglie dati derivanti in parte dal lavoro guidato da Gabriella Braga e in parte da nuove ricerche condotte direttamente sui manoscritti e sui cataloghi. Tutta l'informazione è ora collocata all'interno dall'Archivio Integrato per il Medioevo della SISMEL, il che consente un importante passo in avanti e un allargamento delle prospettive di studio. Il software ROME costituisce la base informatica per la realizzazione di uno strumento che, attraverso l'integrazione di dati provenienti dai differenti archivi SISMEL, permette di indagare i testi omiletici da prospettive diverse che tengano conto delle tradizioni testuali e liturgiche e dei diversi contesti storico/geografici.

Elenco degli Omeliari presenti in ROME (8 novembre 2023)

La collaborazione europea

La collaborazione con il Progetto Europeo CENDARI guidato dal Trinity College di Dublino - cui hanno partecipato SISMEL e UNICLAM - ha rappresentato un sostegno importante alla ricerca. Il progetto è dedicato al censimento di collezioni di fonti della cultura medievale e alla elaborazione di metodologie e di strumenti di analisi. Un omiliario, più simile per la sua stessa natura, ad una biblioteca che non ad un libro, ben rappresenta il profilo intellettuale di un'epoca. La tipologia delle fonti richiede strumenti di gestione elettronici che non scoraggino il ricercatore di fronte alla massa di informazione (si pensi che un solo omiliario può conservare centinaia di testi e un'articolata rete di metadati).

II. PROFILO SCIENTIFICO DEL PROGETTO

Il progetto è stato presentato in varie occasioni pubbliche: un primo rendiconto si deve a Marianna Cerno; in un articolato lavoro, a cura di Lidia Buono e Eugenia Russo apparso su Studi Medievali, si descrivono la genesi e l'evoluzione dell'omeliario liturgico nonché le caratteristiche e le potenzialità della banca dati. Legato alle ricerche sulla tradizione omiletica è inoltre il Supplementum alla Clavis Patristica Pseudoepigraphorum Medii Aevi basato sulle fonti manoscritte (1).

Gli studi precedenti

Nel campo degli studi sull'omiletica medievale, nonostante molti lavori di censimento delle fonti, sono ancora relativamente poche le ricerche analitiche dedicate alla storia delle singole tradizioni. Il libro liturgico si configura come un libro d'uso e come tale soggetto ad una grande mobilità in relazione alle esigenze del luogo e dell'epoca in cui esso viene utilizzato. La facies di un omeliario è dunque condizionata sia dagli usi liturgici locali, sia dalle scelte dei compilatori, siano essi noti come Paolo Diacono o anonimi come per la maggior parte dei nostri manoscritti. Di conseguenza l'esigenza primaria è quella del censimento delle tante fonti ancora inedite e del confronto con quelle invece già note ed indagate. Non si può dunque prescindere dal lavoro condotto, sugli omeliari medievali più antichi, da Réginald Grégoire (2), né dagli studi dedicati da Raymond Étaix (3) agli omeliari patristici latini.

Per quanto riguarda il gruppo degli omeliari in scrittura beneventana, la cui sostanziale omogeneità era già stata rilevata da Henri Barré (4), si cita lo studio dedicato al codice Vat. lat. 4222 dallo stesso Barré (5) e il lavoro condotto da Raymond Étaix sul codice di Madrid, BN 194 (6), considerato il più antico tra gli omeliari in beneventana. A questi studi si aggiungono nel 1984 le descrizioni degli omeliari magistralmente redatte nel monumentale lavoro dedicato da Jean Mallet e André Thibaut ai manoscritti conservati presso la Biblioteca Capitolare di Benevento (7), inoltre lo studio condotto da Virginia Brown sull'omeliario del Museo Diocesano di Salerno (8). Si ricordano infine le descrizioni degli omeliari cassinesi 100, 102, 103, 104, 109, 106, 111, 113, 123, 305, 534 presenti nel catalogo dedicato ai codici decorati dell'Archivio dell'Abbazia di Montecassino (9).

Prospettive di ricerca

ROME è finalizzato alla creazione di una raccolta, alla descrizione esaustiva – necessaria per il fatto che le collezioni omiletiche sono nella massima parte inedite - e all'identificazione dei testi patristici in essi utilizzati. I dati relativi agli omeliari saranno messi a disposizione della comunità scientifica, con l'auspicio di stimolare e supportare ulteriori studi su questa tipologia di manoscritti e sulle opere dei Padri della Chiesa. Il gruppo di ricerca di ROME, lavorando sui dati già inseriti nel nuovo database, conduce attualmente progetti di approfondimento relativi a testi omiletici.

Il sito si configura come un work in progress e dunque oltre a fornire l'elenco dei materiali già censiti viene continuamente implementato con nuove accessiones. L'attenzione rivolta dal progetto ai commenti dei Padri e degli scrittori medievali in senso lato determina che in prospettiva l'infrastruttura ospiterà sia omeliari liturgici destinati alla celebrazione dell'ufficio notturno sia collezioni omiletiche destinate ad altro uso: si pensi alle raccolte per l'edificazione spirituale o per la predicazione. In relazione allo studio condotto da Henri Barré (10) sugli omeliari carolingi della Scuola d'Auxerre, testi ancora in gran parte inediti, si segnala fra gli studi più recenti il lavoro di Michael Martin (11) dedicato al cosiddetto ‘omeliario italiano', una tipologia di omeliario di ascendenza carolingia già individuata dallo stesso Barré. Quest'ultima interessante raccolta, considerate le implicazioni di carattere testuale, meriterebbe un interesse privilegiato.

Note

  • (1) MARIANNA CERNO - CORALBA COLOMBA, Per la descrizione e lo studio delle collezioni di testi: due progetti di sviluppo per una infrastruttura della ricerca di base dedicata ai testi del Medioevo Latino «Studi Medievali», s. III 54, 2 (2013), pp. 923-940; L. BUONO – E. RUSSO, ROME. Un’infrastruttura elettronica per lo studio degli omeliari, «Studi Medievali», ser. III, 56 (2015), pp. 843-884; L. BUONO – E. RUSSO, Clavis Patristica Pseudoepigraphorum Medii aevi Supplementum e codicibus confectum I, «Segno e Testo» 13 (2015), 351-413.
  • (2) RÉGINALD GRÉGOIRE, Homéliaires liturgiques médiévaux. Analyse de manuscrits, Spoleto, Centro italiano di studi sull'alto Medioevo, 1980 (Biblioteca degli Studi medievali, XII).
  • (3) RAYMOND ÉTAIX, Homéliaires patristiques latins, Paris 1994.
  • (4) HENRI BARRÉ, Homéliaires latins, s.v. Homéliaires, in Dictionnaire de spiritualité, fasc. XLVI-XLVII, Paris 1969, col. 597-617: 600-606.
  • (5) HENRI BARRÉ, Un homéliaire bénéventain du XIe siècle (Vatican Lat. 4222), in Mélanges Eugène Tisserant, vol. VI, Première partie, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, 1964 (Studi e testi, 236), pp. 89-119.
  • (6) RAYMOND ÉTAIX, Un homéliaire bénéventain du Xe siècle (Madrid, B. N. 194), «Orpheus», N. S., 3 (1982), pp. 110132, pubblicato successivamente in ID., Homéliaires patristiques latins. Recueil d'études de manuscrits médiévaux. Paris, Institut d'Études Augustiniennes, 1994 (Collection des Études Augustiniennes. Série Moyen-Âge et Temps modernes, 29), pp. 539-561.
  • (7) JEAN MALLET – ANDRE THIBAUT, Les manuscrits en écriture bénéventaine de la Bibliothèque capitulaire de Bénévent, 3 voll., Paris, CNRS, 1984-1997 (Documents, études et répertoires).
  • (8) VIRGINIA BROWN, A Homiliary in Beneventan Script at Salerno, «La specola», 1 [1991], pp. 9-47, pubblicato successivamente in ID., Terra sancti Benedicti. Studies in the Palaeography, History and Liturgy of Medieval Southern Italy, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2005 (Storia e Letteratura. Raccolta di studi e testi, 219), pp. 609-639.
  • (9) I codici decorati dell'Archivio di Montecassino, a cura di Giulia Orofino, 4 voll., Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, 1994-2006.
  • (10) HENRI BARRÉ, Les Homéliaires carolingiens de l'Ecole d'Auxerre. Authenticité – Inventaire . Tableaux comparatifs – Initia, Città del Vaticano 1962 (Studi e Testi, 225).
  • (11) MICHAEL MARTIN, The Italian Homiliary: An example pro omnibus bonis operibus produced according to the ‘new' Carolingian homiletic genre and reform measures, «Sacris erudiri» 49 (2010), pp. 261-338.