MIRABILE

Archivio digitale della cultura medievale
Digital Archives for Medieval Culture

MADOC

MADOC (Manuscripta doctrinalia - sec. XIII-XV) è un progetto che intende individuare i centri di elaborazione della cultura filosofica e giuridica istituzionale dei secoli XIII-XV: gli autori, le opere e la loro linea di diffusione, gli ambiti d'utilizzo, procedendo con la graduale acquisizione di descrizione di manoscritti e creando le premesse per la realizzazione di un Atlante della cultura filosofica medievale.

Il punto di partenza è stato l'analisi delle descrizioni utili prodotte, pur se con descrizione sintetica, dal progetto Codex - Inventario dei manoscritti medievali della Regione Toscana che ha censito tutto il materiale manoscritto medievale conservato nella Toscana e di competenza regionale - affiancato da un sistematico spoglio catalografico per individuare altro materiale congruo e suscettibile di revisione e perfezionamento.

Questa prima fase di lavoro si è avvalsa di due stage collegati al bando regionale inserito nel piano della cultura 2012-2015 «Sostegno a progetti di attività delle istituzioni culturali di rilievo regionale mediante il finanziamento di borse di studio a giovani laureati nell'ambito del progetto GIOVANISÌ» . Gli elenchi bibliografici e le liste autoriali prodotte saranno pubblicate sul sito istituzionale alla voce MADOC - Materiali in linea.

Di pari passo con la definizione dei contenuti si è mossa l'attività sul versante informatico. La scheda descrittiva MADOC, frutto di un significativo periodi di studio e testaggio, offre elementi nuovi, che rendono possibile sia ricerche ormai consuete (dati di provenienza) sia altre non sempre garantite dai progetti di catalogazione in corso (dati sull'origine) o decisamente nuove (origine grafica). Parimenti del tutto nuovo è il rilevamento di dati che permettono quelle ricerche collegate da un lato alla specifica tipologia del materiale selezionato (ricerche per: presenza di pecia, di note doganali, di note in ebraico) dall'altro ai particolari collegamenti che lo stesso può avere, al di là di eventuali note chiaramente espresse, con precise sedi culturali (sedi universitarie in primis).

Anche i dati collegati al testo offrono, ove possibile, una esaustività finalizzata al progetto: in particolare si segnala che, nei limiti delle fonti utilizzate (e dichiarando sempre la provenienza del dato) sono stati recuperati tutti gli inizi/fine pecia.

Al momento MADOC si presenta con oltre un centinaio di schede, relative a manoscritti già presenti in Codex o riprese da catalogazioni relativamente recenti, tutti rivisti direttamente.

Alcuni manoscritti contenutisticamente rientranti nel progetto ma già presenti sulla banca dati ABC (Antica biblioteca camaldolese) sono stati rivisti e ampliati dei dati mancanti sulla banca dati originaria; è consigliabile, dunque, effettuare le ricerche sempre su ambedue le banche.